Presentato sabato 3 ottobre presso l’Urban Center di Siracusa l’ultimo romanzo di Elvira Siringo.

La presentazione svoltasi davanti a un numeroso pubblico ha visto protagonista l’Assessore alla Cultura Fabio Granata, la scrittrice e il relatore Sebastiano Grimaldi.

Sulle tracce di un mondo antico ma ancora vivissimo, una lettura di grande originalità e potenza di uno dei personaggi chiave della storia della letteratura: William Shakespeare.

Il romanzo gioca ad alternare due piani temporali, il presente intreccia paralleli rimandi con il passato, ai protagonisti della vicenda si aggiungono i personaggi storici. Confluiscono tutti in un finale unitario, la soluzione di tutti i misteri è rivelata dalle pagine del diario dell’ultima erede di… William Shakespeare, un uomo più unico che raro, anche per la straordinaria abilità di occultare ogni traccia materiale della sua esistenza.

Di lui non è rimasto assolutamente nulla di originale, né uno scritto, né un’immagine certa. La casa natale di Stratford non è che una ricostruzione del 19° secolo e le sue incomparabili opere furono scritte solo nei sette anni successivi alla sua morte. Tuttavia su di lui scorrono fiumi di inchiostro. In Il mondo è un teatro, Bill Bryson lo definisce “una sorta di equivalente letterario dell’elettrone: è lì, ma non è lì”. Nessuno al mondo si sognerebbe di contestarne l’esistenza, ma in mancanza di appigli concreti la sua presenza non può che manifestarsi attraverso un modello, cioè, ciò che in ambito scientifico si definisce: “una rappresentazione del soggetto (Shakespeare) che ne riproduca le caratteristiche e i comportamenti in un quadro unitario e coerente”.

Questo romanzo prende il via giocando sul luogo comune che vorrebbe rivendicarne la sicilianità e quando il soggetto è Shakespeare, nulla è mai come sembra… emerge un sorprendente “modello scientifico di Shakespeare” che si propone di chiarire tutti, ma proprio tutti, gli enigmi intorno alla sua persona. Ma infine la questione delle origini è solo un pretesto per affrontare gli interrogativi universali e perennemente attuali che le sue opere custodiscono.

Naturalmente il romanzo non vuole fornire risposte, ma pone domande cui ciascuno di noi elabora personali risposte per vivere. Costruito su solide evidenze (e su anni di studio delle opere) senza pregiudizi né condizionamenti, percorre le tracce di un mondo antico ma sempre vivo per approdare a una conclusione semplice: chiunque egli sia stato, Master Will ha plasmato un meraviglioso tesoro “fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” dedicato a chiunque sappia ancora sognare…

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